
SAN PIERO IN BAGNO – Contrariamente a quanto dichiarato dal consigliere regionale e nuovo coordinatore comunale di Forlì per Fratelli d’Italia, Luca Pestelli, e dal coordinatore di FdI di Bagno di Romagna, Filippo Lanzi, numerose azioni organizzative sono state realizzate per potenziare la risposta ai bisogni sanitari della popolazione di Bagno di Romagna. Lo precisa la Direttrice di Distretto di Cesena Valle Savio dell’AUSL Romagna, Paola Ceccarelli, che rassicura i cittadini
“I recenti investimenti strutturali compiuti per riadeguare spazi, servizi e percorsi all’interno della struttura, testimoniano la forte volontà di dare seguito a quanto previsto nella programmazione sanitaria regionale e aziendale, in particolare volta a concretizzare quanto previsto nel DM 77/2022 per lo sviluppo e la riorganizzazione dei servizi dedicati alle cure territoriali.
Il potenziamento dei servizi presenti nella Casa della Comunità di San Piero in Bagno è dimostrato dalla recente ristrutturazione e riqualificazione dell’area ambulatoriale presente al primo piano della struttura, che ha comportato un investimento di 300mila euro da parte di Ausl Romagna reso possibile grazie ai fondi Pnrr.
A questo si aggiunge la riqualificazione dell’area del Servizio di Radiologia territoriale, i cui lavori edili ed impiantistici sono in corso di realizzazione, e che permetteranno l’installazione di nuova apparecchiatura radiologica digitale di ultima generazione, con un investimento complessivo di ulteriori circa 300 mila euro.
Un passo importante verso una sanità più vicina ai cittadini è inoltre rappresentato dall’attivazione del Punto Unico di Accesso presso la Casa della Comunità, che permette di semplificare e facilitare i cittadini nell’accesso unitario ai servizi sociosanitari, permettendo una valutazione sanitaria e sociale congiunta dei bisogni della persona e l’individuazione del percorso appropriato da attivare per la tutela della sua salute, superando la settorializzazione dei singoli interventi. A questo si aggiunge l’avvio dell’attività svolta dagli Infermieri di Famiglia di Comunità per intercettare precocemente e prevenire l’insorgenza di problemi di salute, prendendo in carico la comunità e mettendo in rete i diversi professionisti del settore socio-sanitario, garantendo anche interventi di prevenzione e un’assistenza domiciliare in accordo con il medico di medicina generale. Si sottolinea che, nel Distretto Cesena Valle Savio, la prima esperienza di questa nuova figura professionale è stata avviata proprio nel Comune di Bagno di Romagna.
Venendo alle dichiarazioni riportate sulla stampa da Forza Italia, si riportano le seguenti precisazioni.
Nel territorio della Valle del Savio, la rimodulazione dei nodi della rete dell’emergenza urgenza prevista dalla riforma regionale al fine di rafforzare il sistema delle cure territoriali, vede presenti due percorsi distinti nell’accesso alle cure d’emergenza e d’urgenza: il primo riservato alle patologie più gravi garantito dal Punto di Primo Intervento di San Piero in Bagno, e il secondo per urgenze a bassa complessità clinico assistenziale garantite dai Centri di Assistenza per l’Urgenza di San Piero in Bagno e Mercato Saraceno, attivi 7 giorni su 7. Nel 2024 vi sono stati 2700 accessi presso il CAU di San Piero in Bagno, con una media giornaliera pari a 7.
A questo si affianca l’attività svolta dalla continuità assistenziale, che il processo di riordino delle sedi di riferimento per questo servizio, ha visto il suo mantenimento nel Comune di Bagno di Romagna. Come noto, il medico di Continuità assistenziale competente per territorio, presente nelle ore notturne e nei giorni prefestivi e festivi, garantisce l’attività di assistenza telefonica, che può comportare a seconda delle necessità, a una visita domiciliare, all’invio all’ambulatorio di Continuità Assistenziale, nonché ad allertare direttamente il 118 per l’invio di un’ambulanza sul posto nei casi di maggior gravità. Può capitare che, in caso di criticità o assenze dei medici convenzionati che garantiscono questo servizio, non sia garantita la presenza del professionista nella sede di riferimento, ma nulla cambia per il cittadino: la continuità del servizio è sempre comunque garantita da un altro medico presente dalla sede più vicina. Questo spiega perché non sia necessario informare i cittadini di un’eventuale assenza del medico. Preme precisare che, dal continuo monitoraggio che l’AUSL garantisce sull’attività svolta, nell’arco degli ultimi sei mesi, si è verificata l’assenza del medico nella sede di San Piero in Bagno per sole 3 volte, senza alcuna problematica in termini di risposta al cittadino.
Rispetto alla sede presente nell’ospedale Angioloni, dove il medico gestisce le chiamate telefoniche e da dove eventualmente parte per effettuare visite domiciliari, non si rilevano inadeguatezze strutturali, di cui peraltro non ne è mai stata effettuata alcuna segnalazione alle Direzioni di riferimento.
Per quanto concerne le prestazioni di specialistica ambulatoriale di Diabetologia, le attuali criticità correlate alla mancanza di disponibilità sul mercato di medici specialistici, non permettono ad oggi il ripristino dell’attività sulla sede di San Piero in Bagno, su cui comunque vi sono valutazioni in corso, anche al fine di individuare possibili soluzioni, sfruttando anche le nuove tecnologie a disposizione, come la telemedicina; doveroso però è ricordare come, presso la Casa della Comunità di riferimento per il territorio bagnese, sia presente da anni un ambulatorio dedicato a pazienti affetti da diabete, in gestione integrata tra infermiere della cronicità, medico di medicina generale e specialista presente all’ospedale Bufalini, finalizzato alla “presa in carico attiva” dei pazienti, che vengono invitati a sottoporsi a controlli e interventi di prevenzione e promozione della salute, con azioni educative per l’adozione di sani stili di vita e la riduzione dei principali fattori di rischio.
Rammarica infine leggere le dichiarazioni di Pestelli e Lanzi, in merito al tema della distribuzione diretta dei farmaci, dettata probabilmente da una mancata conoscenza delle modalità adottate per garantire il servizio di erogazione di medicinali nel territorio bagnese, in accordo con le Farmacie convenzionate presenti nel Comune. Come noto, l’emergenza Covid-19 ha richiesto la riorganizzazione di molti servizi al fine di migliorare e potenziare la loro accessibilità e la prossimità delle cure, in tal senso specifici Accordi regionali e locali con le Farmacie convenzionate hanno ulteriormente allargato il numero di farmaci che possono essere erogati attraverso le farmacie territoriali in distribuzione per conto (DPC), in particolare per pazienti cronici, diabetici che precedentemente dovevano recarsi presso i punti ospedalieri. Inoltre, anche per altri farmaci ospedalieri le farmacie della Romagna offrono un servizio di consegna diretta al cittadino gratuita, attraverso le Farmacie Convenzionate, tramite pacchetti personalizzati rivolti ad assistiti più fragili e/o anziani. Crediamo che le azioni realizzate e quelle in corso, rappresentino l’evidenza di un forte investimento sui servizi sanitari presenti a Bagno di Romagna, coerenti ai bisogni di salute della popolazione, sia legati a problematiche urgenti che a patologie croniche degenerative. Sono stati rafforzati percorsi di integrazione ospedale territorio, non solo tra i servizi presenti nell’ospedale Angioloni e nella Casa della Comunità e con l’Ospedale Bufalini, ma con tutta la Rete dei servizi presenti sul territorio di Bagno di Romagna, in un lavoro di continua e proficua collaborazione con l’Amministrazione Comunale e con l’Unione dei Comuni della Valle Savio.”
Paola Ceccarelli, Direttrice di Distretto Cesena Valle Savio